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venerdì 30 maggio 2008

Allarme afa

Credo abbia notato chiunque che i giornalisti, non appena c'è un po' di caldo, parlano di "allarme afa", con tanto di vecchietti morti che sarebbero morti comunque, ma se muoiono quando si suda sono "vittime del caldo killer". Allo stesso modo, due gocce di pioggia divengono "emergenza maltempo".

Ecco, vorrei che associaste un'altra immagine all'afa assassina.

Il caldo fa puzzare ancora di più le feci, e d'altronde cosa c'è al mondo di più piacevole di incavarsi in un angolo tra due strade ed annusare il tanfo di una cacca di cane sotto il solleone?

Anch'io, quando fa caldo, come un paio di giorni fa, puzzo ancora più del solito, se possibile. Adoro restare adagiato sul letto, a pancia in giù, a petare e sbrodolare un po' di feci liquide mentre sudo come un esquimese all'equatore. Il culo crostoso mesce magistralmente il divin lezzo dei due fluidi più rancidi, il sudore e i rivoli di deiezioni grumiformi. Il calore umido impedisce alla componente acquosa delle due sostanze di evaporare, fornendo l'ambiente giusto per la crescita di batteri coliformi.
Così trascorro il mio giorno di riposo. Alla fine, il sedere brucia come se fosse in preda alle fiamme, la flogosi troppo eccessiva per essere risolta senza repentini attacchi di febbre. E il membro, male ossigenato, tagliuzzato, compresso contro il materasso e lordo di urina torbida che brucia fino allo svenimento, è il segno più tangibile dello schifo che non posso esimermi dal rappresentare.

mercoledì 6 febbraio 2008

Tanfo

Ho reciso istantaneamente il cordone ombelicale con il bidone della monnezza nel momento in cui ho saputo di fare più senso del bidone stesso. Fogne dagli aliti pestilenti mi avete riservato questa nicchia oscura ed isolata perché mi chiedo ma in fondo lo so. Lo so. Lo so. Bubboni verde topo persi nel blu dell'acqua inquinata da virus erogeni. Erogeni sì perché eccitano l'immaginazione dell'occupato presso l'ASL che spazza per terra e si fa le seghe nel suo stanzino gialliccio pensando ai seni avvizziti dell'impiegata quasi sessantenne. Poi torna a casa e per sentirsi trasgressivo fuma una sigaretta chiuso nella sua cameretta mentre i genitori vecchi se ne stanno di là. Gli si rizza anche a pensare al culo della madre ma non osa masturbarsi. Nello stanzino dell'ASL lascia tracce di sperma per terra per sentirsi virile. I grattacieli svettano informi nei sogni del portinaio lezzo di sudore della palazzina del centro che vede psicologi avvocati commercialisti baldracche sudici mariti che fanno le corna alla moglie con la loro madre. E ogni tanto con la figlia maggiorenne per carità. Non l'ho uccisa davvero era sesso con un cadavere questa l'ho letta sul giornalino dei piccoli grandi mangioni l'errore d'ortografia m'inquieta. Che schifo scivolare nel cesso di un autogrill ok sono fissato e spalmarsi la faccia del piscio impregnato di polvere e infetto fino al midollo. E se poi uno va al McDonald's magari con la cacchetta dell'uomo delle pulizie peruviano rimasta a sgocciolare ih che schifo tu dici ma magari poi hai mangiato di peggio senza saperlo. Macché senza saperlo e a volte penso che mi piacerebbe masturbare l'ometto trentenne dell'ASL. Davvero no scherzo preferisco leccare la busta della spesa che ora uso come sacco per la spazzatura dove ho messo un pollo irrancidito scaduto nel frigo da due mesi più puzzolente di quella donna rimasta chiusa in casa per 27 anni con i capelli lunghi tre metri. E intanto la scollatura involontaria della vecchia impiegata continua a stimolare le ridicole pulsioni del signorino di cui prima.