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venerdì 16 maggio 2008

Automutilazione

Lo scintillare del coltello contro il mesto lume della cucina.
Sulla lama si riflette la mia immagine, bolle di pus intorno alle labbra,
sguardo perso nei recessi dell'inutilità. Big bang alla rovescia.

Fluttuare inconscio di ricordi d'infanzia, alienazione come oggi.
Mostro la carne, acida e sporca, il mio braccio come una zampa
di bestia. Scorre il filo del coltello, ora è il mio sangue marcio che scintilla.


Procurarmi tagli sull'avambraccio è riuscito, almeno per oggi, a placare il mio senso di vuoto pneumatico che avverto nei miei visceri. Ma non potrà durare, devo punirmi con più foga per la mia vita orribile.

lunedì 5 maggio 2008

Ignorante

Dopo numerose iniezioni di interferone sono riuscito a rimettermi, nonostante un colorito giallastro che persiste ormai da settimane non credo mi abbandonerà più.

Sono tornato al lavoro, ma sono terrorizzato da un approccio con la vecchia. Ogni volta che vedo quei seni grandi e avvizziti, quel sedere moscio ma sicuramente ricco di fosse cellulitiche dove riversare con brama litri di liquido seminale, sento una fitta che mi stronca il respiro.
Mi chiudo nello stanzino, con le gambe che tremano, ma, nonostante l'eccitazione oltre ogni limite, non riesco ad avere erezione alcuna. Poi, sbirciando ancora quel petto che sa di giovane frutta e fetida muffa allo stesso momento, perdo dal pene moscio un liquido trasparente e appiccicoso, con grumi densi e gialli che restano bloccati all'interno per ore e che solo dopo una dolorosa minzione irrompono all'esterno tra urla represse.

La mia ignoranza sull'approccio non tanto col sesso femminile, ma con il mondo, è totale.
Allora torno a casa, e, senza riuscire neanche a masturbarmi, mi abbandono sul divano di fronte alla televisione che trasmette squallide televendite sulle reti locali. Intorno, un tanfo che talvolta induce al vomito anche me.