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giovedì 16 luglio 2009

Il gelatino

Zitti. Tre quarti d'ora.

L'unica domanda, lei a me: "Che lavoro fai?"
Io la guardo imbarazzato, e continuo a leccare il gelatino.

Poi, siamo tornati a casa dei miei. Mio padre le ha subito chiesto: "ti sei annoiata con questo noiosone?". E lei: "Ma no, è simpatico".

Ci vediamo di nuovo questo fine settimana, "una gita al lago" ha decretato mio padre-padrone.
"Veniamo anche noi" ha aggiunto mia madre "ma fate come se non ci fossimo".

Però la scorsa notte l'ho sognata. Era accovacciata su una sedia sfondata, come se stesse covando delle uova. E tra le gambe grassocce si faceva strada un rivolo d'urina densa, forse carica di batteri, sgocciolando da madidi peli pubici che sembravano capelli tanto erano lunghi.

mercoledì 11 giugno 2008

Sociofobia

Aiuto.

Questo blog sta attirando attenzione.

Non so più come comportarmi, sono distrutto, è come se la mia biancheria intima, lorda di feci crostose e macchie di piscio batterico, fosse esposta al pubblico.

Ogni commento ai miei post è una ferita nell'intimo.

Ogni commento mi causa una voglia devastante di punirmi. Mi proibisco di fare la pipì per ore, prendo il Viagra e resto a contemplare il mio pene eretto senza sfiorarlo, mi tagliuzzo la pelle delle gambe e ci faccio colare sopra la mia urina fetida.

Aiuto.