Lo ammetto, ho preso anche spunto dai vostri commenti, ma lo avevo in mente da tempo.
Ricordandomi di un racconto erotico di serie Z letto tanti anni fa, ho deciso di procurare dei taglietti minuscoli sul mio piccolo e flaccidissimo pene. Non poteva uscire sangue, troppo piccole, seppur numerosissime, erano le fessure.
La tempesta non era che nel suo momento di quiete, quello più spaventoso poiché, a tal punto, non può che progredire verso un destino di distruzione.
Ho preso tre pillole, ingoiate con forza l'una dopo l'altra, con le furia che ha solo un folle, sudando e petando con tutta l'energia che mi è rimasta. Tre pillole di Viagra.
La tempesta non aveva che da attendere per scatenarsi, le nubi si addensavano bigie fino ad esplodere.
E dopo alcune ore è esplosa anche l'erezione, con la potenza possibile solo dopo settimane di impotenza. Il pene indolenzito già doleva per l'incommensurabile sforzo. Ma non era che l'inizio.
La tempesta sta per erompere, le prime gocce cadono, cupi tuoni in lontananza.
I taglietti, ora divenuti ben visibili, si dilatano, ed iniziano a grondare.
La tempesta, la tempesta... riuscirò a vedere, vivo, la fine?
Non so quando finirà questo supplizio. Vorrei masturbarmi, ma riesco a malapena a battere queste poche lettere sulla tastiera.
Ricordandomi di un racconto erotico di serie Z letto tanti anni fa, ho deciso di procurare dei taglietti minuscoli sul mio piccolo e flaccidissimo pene. Non poteva uscire sangue, troppo piccole, seppur numerosissime, erano le fessure.
La tempesta non era che nel suo momento di quiete, quello più spaventoso poiché, a tal punto, non può che progredire verso un destino di distruzione.
Ho preso tre pillole, ingoiate con forza l'una dopo l'altra, con le furia che ha solo un folle, sudando e petando con tutta l'energia che mi è rimasta. Tre pillole di Viagra.
La tempesta non aveva che da attendere per scatenarsi, le nubi si addensavano bigie fino ad esplodere.
E dopo alcune ore è esplosa anche l'erezione, con la potenza possibile solo dopo settimane di impotenza. Il pene indolenzito già doleva per l'incommensurabile sforzo. Ma non era che l'inizio.
La tempesta sta per erompere, le prime gocce cadono, cupi tuoni in lontananza.
I taglietti, ora divenuti ben visibili, si dilatano, ed iniziano a grondare.
La tempesta, la tempesta... riuscirò a vedere, vivo, la fine?
Non so quando finirà questo supplizio. Vorrei masturbarmi, ma riesco a malapena a battere queste poche lettere sulla tastiera.